Acquisto all’asta: vale il bonus prima casa?

[Omissis] Sussistendo tali determinate condizioni, l’agevolazione spetta anche nell’ipotesi in cui il trasferimento riguardi un immobile in corso di costruzione che presenti le caratteristiche dell’abitazione «non di lusso» secondo i criteri stabiliti al dm 2 agosto 1969, sempre che permanga l’originaria destinazione e che il possesso dei requisiti necessari per fruire dell’agevolazione «prima casa» sia attestato dall’acquirente, mediante il rilascio di un’apposita dichiarazione nell’atto di trasferimento dell’immobile.

Nel caso all’esame di questa Commissione, si osserva che dalla lettura del decreto di trasferimento risulta con chiarezza che l’oggetto del decreto di trasferimento del Tribunale è un lotto di terreno seminativo sul quale insiste un fabbricato, verosimilmente abusivo, in quanto realizzato in difformità rispetto alle autorizzazioni concesse. Ciò risulta anche dalla relazione di stima redatta da Ctu, relazione di stima che deve obbligatoriamente accompagnare il decreto di trasferimento. ( )

Dalla lettura dell’elaborato del perito e da quanto rappresentato dall’Ufficio, emerge chiaramente come la richiesta di usufruire dell’agevolazione «prima casa» nel caso concreto non poteva trovare accoglimento, in quanto il beneficio opera in relazione ai soli trasferimenti immobiliari aventi a oggetto abitazioni.

La materia di cui si discute in ogni caso è stata regolamentata dall’Agenzia delle entrate in diversi documenti di prassi, fra i quali la Risoluzione n. 3 70/E del 3 ottobre del 2008 e la Risoluzione n. 90/E del 17 ottobre 2014. ( )

Orbene dagli atti non risulta che il giudice dell’esecuzione ne abbia dato atto nel decreto di trasferimento (presente in atti all’allegato n. 2), tantomeno che la Cancelleria delle esecuzioni del Tribunale di Sondrio abbia trasmesso la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui alla legge 4 gennaio 1968 n. 15, che di norma deve risultare allegato al decreto di trasferimento.

In definitiva, poiché anche in tema di rimborso dell’imposta di registro ex art. 77 del dpr 26/4/1986 n. 131, imposte ipotecarie e catastali, vige il principio generale secondo il quale spetta a colui che chiede il rimborso dimostrare di averne il diritto, nulla può essere preteso nel caso di specie, non avendo i ricorrenti dimostrato di aver richiesto per tempo l’agevolazione «prima casa».

Sulla base di queste argomentazioni, assorbita ogni altra questione eventualmente proposta dalle parti, facendo anche proprie le argomentazioni dell’Ufficio, la Commissione ritiene che il ricorso debba essere rigettato. Tuttavia la complessità della vicenda depone a favore della compensazione delle spese di giudizio tra le parti. ( )

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