Cassazione digitale, quello che accadrà nel 2018!

Deposito telematico del ricorso civile in Cassazione, metadati e classificazione, applicativo per un primo spoglio dei ricorsi ed un secondo per la massimazione delle sentenze.Il percorso di informatizzazione della Corte di Cassazione procede a tappe forzate e con il nuovo anno Avvocatoquattropuntozero ha deciso di fare un fact-cheking delle cose fatte o ancora da fare rispetto a quanto scritto nell’articolo pubblicato a maggio 2017 (Cassazione digitale, notifiche penali telematiche da luglio e ricorsi civili on line entro il 2018).Ma non solo di applicativi è fatta la giustizia digitale. Il 2018 sarà anche l’anno nel quale la Corte Costituzionale dovrà decidere la sorte della norma che disciplina il termine di efficacia della notifica via Pec, perché così com’è violerebbe in una sola volta i diritti di uguaglianza, di difesa e di giusto processo. Praticamente un l’en plein. E questo perché l’indirizzo giurisprudenziale attuale della Cassazione non sembra garantire una piena esplicazione delle potenzialità delle modalità informatiche nel processo, cambiando paradigma – per così dire – rispetto ai sistemi tradizionali. Processo di legittimità e informatizzazione. Gli aggiornamenti sull’andamento delle attività di informatizzazione al Palazzaccio li leggiamo nelle relazioni integrali del Primo Presidente della Corte di Cassazione e del Procuratore generale, in occasione della inaugurazione del nuovo anno giudiziario.Il Primo Presidente Giovanni Mammone ha fotografato la situazione non senza dare qualche novità “inaspettata” con riguardo ad un tema sensibile per gli avvocati: lo spoglio dei ricorsi, soprattutto dopo la riforma del giudizio in Cassazione introdotta con Decreto legge n. 168/2016, convertito in Legge 197/2016.Spoglio dei ricorsi informatizzato? Parlando delle innovazioni informatiche  che consentono nuove ed efficaci soluzioni organizzative, Mammone specifica che “l’informatizzazione dello spoglio dei fascicoli civili e penali (effettuato in sede preventiva dalla sesta sezione civile e dagli uffici spoglio sezionali civili e penali) procurerà semplificazione ulteriore, con il trasferimento  dei dati direttamente nel programma di gestione informatizzato, superando la fase intermedia della loro rappresentazione cartacea”.A questo progetto sta lavorando il Massimario nella Cassazione, che peraltro sta conducendo uno studio di fattibilità anche per un applicativo, sempre di spoglio,  ma per la massimazione delle sentenze, sulla base della esperienza maturata nella massimazione delle sentenze civili.E’ evidente che queste attività chiamano in causa un tema che è molto sentito nell’Ufficio per l’Innovazione della Corte di Cassazione e della Procura generale della Corte di cassazione (UIC) , quello della catalogazione, classificazione, dei ricorsi in base all’oggetto ed altri metadati.Ricorsi civili depositati on line. Per certo il 2018 dovrebbe vedere attuato il processo civile telematico di legittimità. La sperimentazione condotta insieme al CNF è in fase avanzata; dunque la tabella di marcia che prevede di varare il deposito on line degli atti di parte entro il 2018 è ampiamente rispettata. “Particolare rilievo è stato attribuito al percorso volto a dare avvio al processo civile telematico di cassazione con il deposito degli atti di parte, promuovendo tutte le attività richieste per l’adozione del decreto ministeriale (che attribuirà valore al deposito telematico dell’atto di parte, ndr)”.Una scelta questa – specifica Mammone- che si è resa “indifferibile considerato che nel giudizio di merito il processo civile telematico è ormai una realtà da circa tre anni”.Ora si tratta di definire le modalità attuative; per esempio se prevedere una obbligatorietà o una facoltatività temporanea e se avere il doppio binario con il cartaceo (almeno nelle prime fasi, come nel processo amministrativo). Ad ogni buon conto la Corte è impegnata a predisporre uno sportello riservato per la ricezione del deposito cartaceo degli atti già inviati telematicamente in ragione dell’attivazione della fase sperimentale. Lo switch off al digitale in Cassazione è complicato anche dal fatto che il deposito può avvenire anche con il ricevimento del plico postale.I risultati raggiunti nel 2017 per informatizzare i servizi di cancelleria. Un buon viatico al progetto PCT è stato rappresentato dai risultati raggiunti nel campo delle comunicazioni di cancelleria via Pec. Da gennaio a settembre 2017 si sono contate più di 160mila comunicazioni telematiche, circostanza che ha impresso un miglioramento delle attività di cancelleria che si è riverberato – spiega la relazione – nella organizzazione e nell’espletamento dell’attività giurisdizionale: “sono sempre più rari i rinvii delle cause a nuovo ruolo dovuti ad avvisi di udienza non andati a buon fine”.Il sistema telematico di invio dell’avviso di fissazione dell’udienza o dell’adunanza in camera di consiglio (sia nel civile che nel penale) è stato aggiornato secondo la Legge 197/2016 ed il CED ha realizzato inoltre un applicativo che consente la gestione delle conclusioni scritte del pm in seno al rito camerale della sezione semplice, rendendo possibile alla procura generale la ricerca e la visualizzazione dei ricorsi fissati in adunanza e di inserire nel registro informatico della cassazione (SIC) le conclusioni scritte, poi comunicate ai difensori delle parti telematicamente. Informatica giudiziaria nel settore penale di legittimità. Il 2017 si è caratterizzato per l’avvenuto passaggio in esercizio della gestione delle notifiche telematiche. Il sistema è stato progettato come sistema autonomo rispetto al Sistema Notifiche telematiche in ambito penale, il cosiddetto S.N.T., che è sganciato dai registri di cancelleria con la conseguenza di dover predisporre gli avvisi anche in forma cartacea e poi scansionarli per l’invio via Pec. Le nuove funzioni per la gestione delle notifiche penali sono invece integrate nel registro informatico della Cassazione(SIC), e dunque a seguito della formazione del ruolo di udienza, la predisposizione degli avvisi informatici e il loro invio ai difensori avvengono automaticamente. Da ultimo, a settembre scorso, è stato attivato il sistema delle notifiche telematiche penali a persone diversa dall’imputato, con la conseguente efficacia della norma che dà per avvenuta la notifica tramite deposito in cancelleria nelle ipotesi di notificazione non andata a buon fine per causa imputabile al destinatario.
I nuovi servizi telematici rivolti agli utenti. Ne segnaliamo due, uno già in corso; l’altro che è stato appena lanciato qualche giorno fa a Padova. Il primo riguarda il sito internet della Procura generale, che ha avuto un exploit riguardo alle ricerche sugli orientamenti in tema di contrasti tra pm nel penale (articolo 54 cpp) e in civile con riguardo alla tematica del ricorso nell’interesse della legge (articolo 363 c.p.c.). Con riguardo al secondo, è stato presentato a Padova giusto qualche giorno fa lo studio preliminare per la riapertura di MERITO ItalGiureweb, che conterrà una selezione di sentenze di merito provenienti dai distretti di corte d’appello. Il progetto è condotto in collaborazione con il CSM.
Un percorso innovativo condotto insieme agli avvocati. “Se vogliamo, il dato rivoluzionario di questo percorso è che è attuato in sinergia e collaborazione con l’Avvocatura”, evidenzia Giuseppe Corasaniti dell’Ufficio Innovazione in forza alla Procura generale. “Tramite il CNF abbiamo avviato la sperimentazione dei depositi dei ricorsi civili. Nei tavoli ad hoc sono affrontate tutte le problematiche sia tecniche che interpretative delle norme. E questo consente di studiare rimedi, soprattutto quando si progettano nuovi interventi”. Corasaniti spiega che ci sono stakeholder strategici oltre l’avvocatura del libero foro, come l’Avvocatura dello Stato e grandi player come Inps e Inail. “Solo coinvolgendo tutti gli stakeholder- in un quadro di procedure ben delineate e responsabilità individuabili- è possibile progettare un sistema profondamente digitale”. E poi c’è il futuro: quello della classificazione e indicizzazione di ricorsi e sentenze, con semantica e metadati. “Non parliamo di giustizia predittiva, ma certo l’utilizzo di sistemi di AI potrà aiutare a comprendere molti fenomeni, gli orientamenti prevalenti, l’andamento degli uffici etc etc”.

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