Diffamazione a mezzo web: occorre verificare l’indirizzo IP di provenienza

Ai fini della configurabilità del reato di diffamazione a mezzo web vanno esaminate e contestate tutte le argomentazioni tecniche di parte relative alla mancata verifica dell’indirizzo IP di provenienza della frase diffamatoria evidenziate nei motivi di gravame. In caso contrario la motivazione della sentenza definitiva di condanna potrebbe risultare insufficiente per avere male utilizzato il criterio legale di valutazione della prova di cui all’art. 192, comma 2, cod. proc. pen, quanto alla convergenza, concordanza e precisione degli indizi posti a base della ritenuta responsabilità.La quinta sez. penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 5352/2018 ricorda come sia importante nel caso di reati commessi attraverso la rete esaminare con attenzione gli aspetti di natura tecnologica che costituiscono elemento fondamentale ai fini della configurazione e valutazione della prova.

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