Dove denunciare rumori molesti

La difesa se il vicino di casa fa baccano e fracasso: la normale tollerabilità necessaria in condominio e la possibilità di chiamare i carabinieri.

Siamo invasi dai rumori: nel traffico, per le strade, negli ambienti di lavoro. A volte li andiamo a cercare spontaneamente, come allo stadio, nei parchi giochi, nelle palestre, nei night. Ma quando entriamo in casa vorremmo che il mondo si fermasse e tutte le onde sonore, come per magia, si arrestassero alla porta d’ingresso. Non è così purtroppo. Anzi, il domicilio sembra proprio il luogo dove i rumori molesti irrompono con maggiore pervasività, redendo intollerabili proprio quelle quattro mura che servono per riposare e ritemprare le energie. Un paradosso dei nostri tempi: si accettano tutti i rumori fuorché quelli provocati dagli altri. Gli esempi possono essere svariati; il vicino che non solleva i tacchi da terra quando cammina di notte, il suo cane abbaia in continuazione, il volume del suo stereo o della televisione è sopra la norma; per non parlare del continuo sbattere di porte e dell’uso del trapano in prima mattina. Chi corre in nostro soccorso se il condominio del piano di sopra sposta i mobili, suona uno strumento musicale o la ventola del suo condizionatore non è in buon stato di manutenzione? Dove denunciare i rumori molesti quando questi ci raggiungono fin in casa?

Di sicuro il problema si pone principalmente nei condomini. Qui il capro espiatorio diventa spesso l’amministratore. Tuttavia non è lui il soggetto al quale denunciare le immissioni acustiche superiori alla normale tollerabilità. Non almeno quando il regolamento nulla dice a riguardo in merito ad orari, soglie e attività particolari. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sul punto e scopriremo come difendersi dai rumori molesti.

A chi chiamo se il vicino fa rumore?

Anche se spesso si è portati a considerare l’amministratore di condominio come una sorta di “paciere” tra i vicini di casa, non è questa la sua funzione. Egli non ha potere di intervenire nelle questioni private, nelle liti cioè che non attengono al rispetto del regolamento di condominio o delle delibere condominiali o quelle relative alla tutela delle parti comuni dell’edificio. Così la questione sorta tra il proprietario del piano di sopra e quello del piano di sotto non può che essere definita da loro stessi, eventualmente facendo ricorso ai rispettivi avvocati o, se ne ricorrono i presupposti, alle autorità. Inutile quindi chiamare l’amministratore di condominio se il vicino fa rumore di notte: questi non potrà che rispondere «Vedetevela voi».

L’amministratore ha il potere di intervenire solo se, nel regolamento di condominio, c’è una clausola che limita il rumore in determinati orari della giornata o vieta specifiche attività (ad esempio i lavori di ristrutturazione o le pulizie di casa prima delle 8 di mattina). In tali casi, se previamente autorizzato dall’assemblea, potrà anche imporre delle sanzioni economiche fino a 200 euro.

Tutt’al più l’amministratore ha la possibilità di contestare le immissioni se queste coinvolgono sensibilmente parti comuni dell’edificio.

Fuori da questi casi, a chi si rivolge chi vuol far smettere il vicino di far rumore? Dove denunciare i rumori molesti?

Neanche il sindaco o la polizia municipale hanno potere se non quando siano violati dei regolamenti comunali. L’ente locale potrebbe stabilire degli orari oltre i quali è vietato far lavorare gli operai in casa o fissare delle soglie di rumore per le attività commerciali.

Non resta quindi che affidarsi all’avvocato che procederà a una regolare diffida e, in caso di perseveranza, ricorrerà al tribunale ordinario per chiedere la cessazione dei rumori. In alcuni casi il giudice potrebbe anche ordinare l’insonorizzazione dell’appartamento. Il tutto avverrà con una normale causa civile.

Se il rumore è talmente forte da disturbare non solo i vicini del piano di sopra o di sotto, ma tutto il palazzo o gli abitanti limitrofi, scatta la tutela penale e, in tal caso, si potrà andare a denunciare il vicino ai carabinieri o alla polizia. Se il rumore è generato dall’abbaiare del cane se ne potrebbe ordinare il sequestro (tale è stata di recente la posizione della Cassazione) se vi è il rischio di recidiva nel reato (si pensi a chi è costretto a lasciare l’animale solo a casa per andare a lavorare tutti i giorni).

Quando un rumore si considera illegale?

Rispondere a questa domanda è estremamente facile, ma nei fatti risulta poi difficile l’applicazione del principio. Il codice civile stabilisce che sono illegali solo i rumori che superano la normale tollerabilità.

In alcuni casi si può fare riferimento alle tabelle previste dalla legge [1]: se le rilevazioni fonometriche indicano un superamento dei limiti, le immissioni sono sempre illegittime, ma anche sotto la soglia indicata potrebbero essere illegittime. Infatti, come chiarito dalla Cassazione [2], non perché un rumore rientra nei limiti fissati dalla normativa deve considerarsi necessariamente lecito. Bisogna sempre considerare il contesto in cui il rumore si inserisce e il fatto che, in determinati orari, un rumore normale può diventare intollerante. L’aspirapolvere acceso ha un senso a mezzogiorno, un altro a mezzanotte. Eppure l’aspirapolvere ha un rumore che non supera gli standard normativi. La Suprema Corte ha chiarito che «il limite di normale tollerabilità non è assoluto, ma relativo alla situazione ambientale, secondo le caratteristiche della zona, per cui tale limite è più basso in zone destinate ad insediamenti abitativi, ma è anche vero che la normale tollerabilità non può essere intesa come assenza assoluta di rumore. In altri termini, il fatto che un rumore venga percepito non significa anche che sia intollerabile. La normale tollerabilità, poi, va riferita alla sensibilità dell’uomo medio. Non si può, infine, non tenere conto della durata continua o della occasionalità delle immissioni sonore». Tradotto in parole povere significa che il solo fatto di sentire lo sbattere dei tappeti del vicino non significa che quel rumore sia illegale: ci vuole sempre un margine di tolleranza. Ma questa tolleranza ha un limite e può derivare non solo dall’orario ma anche dall’insistenza del rumore: tenere un trapano acceso per qualche secondo è certamente lecito; per un’ora intera tutti i giorni non lo è più. E così via.

Quando posso denunciare alla polizia il vicino che fa rumore?

Per tornare alla domanda di partenza «dove denunciare i rumori molesti?», si è ormai capito che la sede normale per far cessare i rumori del vicino è la causa civile volta a ottenere, oltre che alla cessazione del comportamento, il risarcimento del danno per la lesione alla salute. Lesione che deve essere dimostrata con una perizia medico-legale.

Quando il rumore oltrepassano i confini degli appartamenti adiacenti o addirittura lo stesso palazzo, si ha il cosiddetto disturbo della quiete pubblica. In tal caso si passa dall’illecito civile a quello penale ed è possibile chiamare i carabinieri o la polizia. Il reato è perseguibile d’ufficio e non è necessario presentare una lista di testimoni. Basta la semplice segnalazione. Si ha il disturbo alla quiete quando ad essere molestati non sono solo i condomini del piano di sopra e di sotto o quello dello stesso pianerottolo, ma un numero indeterminato di persone, che possono essere tutte quelle che vivono nello stesso stabile o anche quelle dei palazzi circostanti. Il penale, in buona sostanza, scatta se c’è l’idoneità del rumore ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone, anche se in concreto soltanto alcune persone se ne lamentano [3].

Ad esempio, il rumore di biglie che rotolano e in colpi ripetuti provenienti da un appartamento in condominio, non è ritenuto un reato visto che non si tratta di un rumore tale da estendersi all’intero stabile condominiale.

note

[1] Art. 2, co. 2, del DPCM 01/03/1991.

[2] Cass. sent. n. 3440/2011.

[3] Cass. sent. n. 1406/1997; n. 45616/2013; n. 23529/2014; n. 47298/2011.

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