Gratuito patrocinio: escluso il falso se commesso con leggerezza

Per la sussistenza del reato di cui all’art. 95 del DPR 115 del 2002 è sufficiente il dolo generico, e quindi la mera consapevolezza e volontà della falsità, senza che assuma rilievo la finalità di conseguire un beneficio che non compete; ma anche il dolo generico deve essere rigorosamente provato, dovendosi escludere il reato quando risulti che il falso derivi da una semplice leggerezza ovvero da una negligenza dell’agente, poichè il sistema vigente non incrimina il falso documentale colposo”.Si tratta di una precisazione che la Corte di cassazione, Sezione Quarta penale, ha fornito in relazione alla peculiare fattispecie di falso prevista dall’art. 95 del DPR 115 del 2002 che, come noto, punisce con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 309, 87 euro a 1549, 37 euro la falsità o le omissioni nella dichiarazione sostitutiva di certificazione, nelle dichiarazioni, nelle indicazioni e nelle comunicazioni previste dall’articolo 79, comma 1, lettere b)1 c)2 ed)3, contemplando l’aumento di pena se dal fatto consegue l’ottenimento o il mantenimento dell’ammissione al patrocinio, nonché la revoca, con efficacia retroattiva, e il recupero a carico del responsabile delle somme corrisposte dallo Stato, in caso di condanna.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi