Infrazioni stradali residenti all’estero: solo alcune vengono notificate

Quali violazioni al Codice commesse in Italia vengono inviate a chi vive all’estero. Tempi per la notifica e per contestare la multa. E se l’auto è a noleggio?

Sia il Codice della strada sia le più recenti direttive europee in materia stabiliscono quali sono le infrazioni stradali che possono essere notificate all’estero tramite la cosiddetta «lettera di informazione» che viene inviata al trasgressore nel Paese in cui abita. Si tratta delle violazioni più gravi al Codice, come l’eccesso di velocità, il mancato uso delle cinture o l’aver passato un incrocio con il semaforo rosso. Nulla si dice, invece, per un banale divieto di sosta.

Pensare di farla franca, comunque, è un’illusione. Oggi le normative comunitarie prevedono un più facile scambio di informazioni tra i Paesi membri per risalire al proprietario di un’auto in caso di infrazione stradale e, quindi, al luogo di residenza all’estero a cui far arrivare la lettera di informazione con la notifica del verbale. Così come c’è un giro di vite nei confronti dei «finti residenti all’estero», cioè di chi abita in Italia ma gira con un’auto dotata di targa straniera nella speranza di fare quello che gli pare e non vedere mai arrivare una multa a casa.

Cominciamo a vedere quali sono le infrazioni stradali commesse dai residenti all’estero che vengono notificate, entro quando deve arrivare la notifica e com’è possibile contestarla (non è detto, infatti, che l’automobilista abbia sempre torto). Dopodiché, ci occuperemo dei furbetti delle targhe straniere in Italia.

Infrazioni stradali: come viene notificato il verbale all’estero?

Come appena accennato, una direttiva europea del 2015 [1] ha agevolato il flusso di informazioni tra gli Stati dell’Unione per facilitare la notifica delle infrazioni stradali commesse dai residenti all’estero. In sostanza, se un automobilista residente in Francia prende una multa in Italia, lo Stato italiano ha la facoltà di chiedere in tempi brevissimi a quello francese le informazioni necessarie per identificare il trasgressore e sapere dove recapitargli la notifica del verbale.

Una volta individuato il trasgressore, questi riceve una comunicazione scritta, la cosiddetta «lettera di informazione», che contiene:

  • l’articolo del Codice violato;
  • luogo, data e ora in cui è stata commessa l’infrazione stradale;
  • la descrizione del dispositivo utilizzato per rilevare l’infrazione (ad esempio un autovelox o un tutor per l’eccesso di velocità, una telecamera di controllo per il mancato arresto al semaforo rosso, ecc.);
  • la sanzione applicabile;
  • il modulo di risposta con cui il trasgressore può contestare il verbale entro 60 giorni dalla notifica.

Quali sono le infrazioni stradali notificate all’estero?

La direttiva europea ha identificato alcune infrazioni stradali che verranno sicuramente notificate ai residenti all’estero. In particolare:

  • eccesso di velocità;
  • mancato uso della cintura di sicurezza;
  • mancato arresto al semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti;
  • mancato uso del casco a bordo di un motociclo;
  • circolazione su corsia vietata;
  • uso del telefono o di altri dispositivi elettronici durante la guida.

Per le infrazioni stradali commesse in Italia da automobilisti residenti all’estero, il Ministero degli Interni ha dato con una circolare la massima estensione alla direttiva Ue ampliando il campo di applicazione delle violazioni sopra elencate.

Multa per eccesso di velocità

Sono inclusi non solo il superamento dei limiti di velocità previsti dal Codice della strada [3] ma anche i casi di velocità «non commisurata» alle circostanze di luogo e di traffico [4] che ricorre quando il conducente, pur rispettando i limiti, guida in modo da perdere o poter perdere il controllo del veicolo (ad esempio perché l’asfalto è scivoloso a seguito della pioggia o del ghiaccio notturno o perché ci sono delle buche).

Multa per mancato uso delle cinture di sicurezza

Sono inclusi i casi di mancato uso o uso improprio dei seggiolini per bambini [5], ed ogni altro comportamento che ne ostacoli o alteri il normale funzionamento.

Multa per passaggio col semaforo rosso

Si intende non solo il mancato rispetto del semaforo rosso (o giallo quando è possibile fermarsi in sicurezza) ma anche ogni altra violazione dell’obbligo di fermarsi imposto dalla segnaletica o dalla Polizia. Vi rientrano, ad esempio, il mancato rispetto dello stop, l’attraversamento dei passaggi a livello «a mezza sbarra» con treno in arrivo, alt intimato da agenti, ecc.

Multa per mancato uso del casco

Comprende anche l’utilizzo improprio del casco (in pratica, indossarlo senza allacciarlo). Resta esclusa l’ipotesi di importazione, produzione e commercializzazione di caschi non omologati.

Multa per circolazione su corsia vietata

Vi rientrano tutti i casi di «uso indebito delle corsie» quali, ad esempio, la percorrenza vietata di una corsia di scorrimento o di emergenza (i furbetti le usano sistematicamente per superare a destra), di una corsia preferenziale per il trasporto pubblico o di una corsia provvisoriamente chiusa.

Quando è legittima la notifica di un’infrazione al residente all’estero?

Ci sono delle situazioni in cui è impossibile notificare direttamente all’automobilista l’infrazione stradale commessa. Situazioni che, a questo punto, giustificano l’invio della notifica al trasgressore residente all’estero. Secondo il Codice della strada [6], si tratta di:

  • impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità;
  • mancato arresto davanti al semaforo rosso;
  • accertamento di una violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo;
  • accertamento della violazione con appositi mezzi di rilevamento utilizzati dagli organi di Polizia stradale che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo nell’impossibilità di fermare il veicolo in tempo utile o nei modi regolamentari;
  • accertamento effettuato con dispositivi omologati;
  • rilevazione degli accessi di veicoli non autorizzati ai centri storici, alle zone a traffico limitato, alle aree pedonali o della circolazione su corsie riservate o vietate al traffico.

Nei casi diversi a quelli appena citati in cui non può avvenire la contestazione immediata, la notifica dell’infrazione stradale deve contenere il motivo per cui la violazione non è stata contestata subito.

Che succede se il residente all’estero ha l’auto a noleggio?

Non è un caso isolato, anzi: spesso chi è residente all’estero e viene in aereo in Italia per turismo o per lavoro finisce per noleggiare una macchina in modo da riuscire a muoversi senza dipendere dagli orari del trasporto pubblico.

Anche in questo caso può capitare di commettere una delle infrazioni stradali sopra citate. Ma, visto che il conducente non risulta proprietario dell’auto, che succede?

Nella maggior parte dei casi, quando si noleggia un veicolo viene chiesta la carta di credito come garanzia. La società di noleggio preleva una cifra dal conto che viene restituita al momento della consegna della macchina. Questo, appunto, a garanzia di eventuali danni riportati durante il noleggio. La società, dunque, avrà in suo possesso gli estremi della carta di credito dell’automobilista. Quindi, nel caso in cui si vedesse recapitare la notifica di un’infrazione stradale commessa da chi ha noleggiato l’auto, sarebbe in grado di prelevare dal conto corrente del cliente la somma necessaria per pagare la multa. Certo, dovrà inviare la notifica all’interessato per comunicargli l’infrazione commessa ed il perché del prelievo. Di norma, questa clausola è contenuta nel contratto di noleggio.

Entro quando va notificata l’infrazione ai residenti all’estero?

Il Codice della strada [6] prevede che le infrazioni stradali dei residenti all’estero vengano notificate entro 360 giorni, anche se – come abbiamo visto – oggi la direttiva Ue in materia concede dei tempi più brevi per l’invio della lettera di informazione. Certo è che il trasgressore può essere residente in un Paese che non fa parte dell’Ue (basti pensare alla Svizzera, giusto per citare quello più vicino all’Italia). Quindi, il termine ultimo per la notifica della multa ad un automobilista residente all’estero è di quasi un anno. 360 giorni, appunto.

Arriva la notifica se vivo in Italia e guido con targa estera?

Inutile munirsi di targa estera per non pagare le multe: la già citata direttiva dell’Unione europea colpisce direttamente chi usa trucchetti di questo tipo. Almeno per le infrazioni commesse in Italia, viene prevista la notifica immediata della multa anche se il conducente non viene fermato. Il campo di applicazione della direttiva si rivolge a particolari infrazioni anche se, come abbiamo visto, il Ministero dell’Interno ne ha esteso l’applicazione a numerose condotte illecite. Risultato: gran parte delle contravvenzioni commesse nel nostro Paese con targa straniera vengono ora notificate immediatamente.

Chiedete, ad esempio, all’automobilista straniero ma stabilmente residente in Italia che si è visto confermare dal Giudice di Pace di Pavullo nel Frignano (Modena) la sanzione inflitta dai Carabinieri per mancata reimmatricolazione di un’auto con targa rumena, per di più intestata alla madre che nemmeno aveva la patente. Il furbo di turno era stato trovato al volante di quell’auto per tre volte nell’arco di 10 anni. Ricordiamo che il Codice della strada [8] prevede che i veicoli immatricolati in uno Stato estero possono circolare in Italia per un massimo di un anno dalla data di immatricolazione nello Stato di origine, dopodiché, se il proprietario è residente nel nostro Paese, è obbligato a cambiare la targa.

note

[1] Direttiva Ue n. 2015/413.

[2] Min. Interno circ. n. 300/A/6806/17/111/44.

[3] Art. 142 cod. str.

[4] Art. 141 cod. str.

[5] Art. 172 cod. str.

[6] Art. 201 cod. str.

[7] GdP Pavullo nel Frignano sent. n. 265/2017 del 20.12.2017.

[8] Art. 132 cod. str.

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