Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità col cumulo

È possibile ottenere l’anticipo della pensione di vecchiaia per invalidi col cumulo dei contributi.

I lavoratori che possono beneficiare della pensione di vecchiaia anticipata per invalidità [1] devono possedere almeno 20 anni di contributi accreditati, in qualità di lavoratori subordinati, presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) o un fondo sostitutivo: non è possibile beneficiare della facoltà di cumulo dei contributi.

In parole semplici, i lavoratori che possiedono un’invalidità dall’80% in su possono ottenere la pensione di vecchiaia, con un forte anticipo dell’età pensionabile, soltanto se possiedono 20 anni di contributi da lavoro dipendente presso l’Ago o una gestione sostitutiva, senza poter sommare, per raggiungere il requisito contributivo, la contribuzione presente presso casse differenti: ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità col cumulo dei contributi non è dunque possibile.

Niente pensione di vecchiaia anticipata per invalidità nemmeno per chi si avvale della totalizzazione dei contributi, che consiste, come il cumulo, nella facoltà di sommare i contributi di casse diverse ai fini del diritto alla pensione (col ricalcolo interamente contributivo, però, della prestazione, salvo il diritto ad autonoma pensione presso una delle gestioni interessate dalla totalizzazione).

È invece possibile perfezionare il requisito contributivo per l’anticipo della pensione di vecchiaia per invalidità con la ricongiunzione dei contributi: in questo modo, i versamenti accreditati in diverse casse confluiscono presso il fondo pensione lavoratori dipendenti, come se fossero stati da sempre accreditati presso questa gestione.

Come funziona la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità

Ricordiamo che la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità consiste nella possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia, per i lavoratori dipendenti del settore privato che possiedono:

  • un’invalidità pensionabile riconosciuta almeno pari all’80%;
  • almeno 20 anni di contributi accreditati in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato (sono dunque esclusi i contributi accreditati presso le gestioni dei dipendenti pubblici e presso le gestioni dei lavoratori autonomi);
  • un’età minima di 60 anni e 7 mesi se uomini;
  • un’età minima di 55 anni e 7 mesi se donne.

La pensione, calcolata senza penalizzazioni né maggiorazioni, è liquidata dopo 12 mesi dal perfezionamento dell’ultimo requisito utile (si applica ancora, dunque, il cosiddetto periodo di finestra).

Invalidità per la pensione di vecchiaia anticipata

Per il diritto alla diversa età pensionabile, l’accertamento dello stato di invalidità in misura non inferiore all’80 % deve essere effettuato dagli uffici sanitari dell’Inps: se il lavoratore, dunque, ha eventualmente già ottenuto il riconoscimento di una percentuale d’invalidità pari o superiore all’80% da parte di un altro ente, la certificazione rilasciata costituisce solo un elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale utile alla pensione di vecchiaia anticipata.

In pratica, solo la commissione medica dell’Inps può concedere la possibilità di pensionamento anticipato per invalidità, non essendo sufficiente il riconoscimento ottenuto da altri enti con percentuale non inferiore all’80%.

Secondo l’Inps, difatti, l’invalidità per la pensione di vecchiaia anticipata deve essere valutata secondo le previsioni della legge che disciplina la previdenza dei lavoratori inabili o invalidi [2], nonostante debbano essere utilizzate le stesse tabelle utili al riconoscimento dell’invalidità civile: si parla, nello specifico, d’invalidità pensionabile.

Di conseguenza, anche se il lavoratore ha eventualmente già ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile superiore all’80%, non ha automaticamente diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, se non ottiene il riconoscimento dell’invalidità pensionabile specifica in misura almeno pari all’80%.

Pensione d’invalidità in cumulo

Come abbiamo osservato, il requisito dei 20 anni di contribuzione necessari per ottenere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità non può essere ottenuto attraverso il cumulo dei contributi.

La pensione di vecchiaia in cumulo, difatti, si ottiene, se si possiedono 20 anni di contributi in casse diverse, al compimento di 66 anni e 7 mesi di età presso le gestioni facenti capo all’Inps, e coi requisiti di età più severi eventualmente previsti dalle casse professionali in cui l’interessato è iscritto, in relazione alle quote di pensione maturate presso tali gestioni: non sono previste riduzioni del requisito di età di alcun genere.

Attraverso il cumulo non è nemmeno possibile la pensione d’invalidità, o meglio l’assegno ordinario d’invalidità; si può però ottenere la pensione per inabilità permanente e assoluta a qualsiasi attività lavorativa.

note

[1] D.lgs. 503/1992.

[2] L. 222/1984.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi