Resto al Sud. L’accoppiata vincente 

Poter avere agevolazioni che in taluni casi coprono il 100% delle spese, necessarie per avviare il progetto, è la soluzione ai problemi di molti. 50.000 euro, che per le ipotesi di associazione con altri soggetti possono diventare 200.000 euro, si sta rivelando misura sufficiente per l’avvio di nuove attività. L’assegnazione del 35% di questi importi, elargito a fondo perduto, ovvero senza obbligo di restituzione e il 65% concesso con mutuo senza interessi, da restituire in otto anni, sta manifestando il successo dell’iniziativa.

A meno di un mese, dal 15 gennaio scorso, le domande presentate per il tramite dello “sportello Web” sono state ben 5173 e i progetti presentati 875 già in valutazione da parte d’Invitalia secondo l’ordine di presentazione.

Delle otto regioni che possono beneficiare delle agevolazioni “Resto al Sud” troviamo al primo posto – alla data del primo rilevamento – la Campania con il 49,3% delle domande presentate. Seguono la Sicilia con il 15,8%, la Calabria con il 13,2%, la Sardegna con l’8%, l’Abruzzo con il 6,8%, la Puglia con il 3,6%, il Molise con il 3,6% e la Basilicata con l’1,6%.

I dati di cui innanzi sono solo percentuali provvisorie che tengono conto, tra l’altro, della tempestività di presentazione della domanda. Gli sviluppi li conosceremo nelle prossime settimane e ancor di più nei prossimi mesi, tenendo anche conto della popolazione residente in ciascuna delle otto regioni che possono utilizzare i benefici della legge.

Le anticipazioni si presentano positive e consentono di attendersi un escalation nella presentazione delle domande se si tiene conto della popolazione presente nelle singole regioni. In Campania la popolazione residente è di 5.829.294 persone, in Sicilia di 5.034.895, in Calabria di 1.959.340, in Sardegna di 1.649.462, in Abruzzo di 1.316.905, in Puglia di 4.053.007, in Molise 308.990 e in Basilicata di 568.049. Molti residenti di queste regioni sono under 36.

Si è formata un’accoppiata vincente: la bontà della Legge 3 agosto 2017, n. 123 e l’apprezzabile attività che sta svolgendo il “gestore” Invitalia.

Invitalia prevede di approvare le oltre 800 domande già presentate entro il prossimo 15 febbraio e, quindi, con molto anticipo sui tempi previsti e ha già calcolato che gli investimenti, limitatamente alle domande presentate, si aggirano intorno ai 56,3 milioni di euro con 3.201 nuovi posti di lavoro.

Alla data di rilevamento Invitalia ha riscontrato che il settore più rappresentato è quello turistico-culturale con il 43% dei progetti già presentati, seguono quello manifatturiero con il 27% e i servizi alla persona con il 13%.

Con “Resto al Sud” – afferma l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri – mettiamo in condizione i giovani di inventarsi un lavoro e non semplicemente di aspettarlo o di essere costretti a cercarlo lontano dalla propria terra d’origine. I numeri ci confermano che nel Mezzogiorno c’è una forte vocazione imprenditoriale da incoraggiare e sostenere, anche con l’obiettivo di consolidare i segnali di crescita provenienti dal tessuto economico meridionale.

Secondo la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno-Presidente Adriano Giannola) il Mezzogiorno può essere un’opportunità per l’economia italiana, la cui soluzione ai problemi strutturali non verrà da una ripresa internazionale alla quale agganciarsi, ma solo sviluppando gli investimenti, pubblici e privati.

La legge “Resto al Sud” non può essere l’unica soluzione per uno sviluppo reale del Mezzogiorno, ma è sicuramente un buon inizio.

Per saperne di più e prendere visione della modulistica con il format del business plan cliccare QUI.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

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