Centralinista di pronto intervento: inquadramento e mansioni

Sono un centralinista di Pronto intervento e dal 2008, è stata disposta una modifica “temporanea” delle mie mansioni e relativa assegnazione ad un “gabbiotto”, cioè un chiosco solitamente utilizzato dal servizio di vigilanza della società. La mia mansione consiste nel ricevere, all’interno di detto chiosco, le telefonate degli utenti che segnalavano possibili fughe di gas, nel “girarle” alle squadre di pronto intervento, e nel provvedere alla trascrizione dell’attività di segnalazione di fughe sul terminale. Sono inquadrato al II livello del CCNL, Gas/Acqua. Che inquadramento spetta al centralinista di pronto intervento, settore Gas/Energia? Dal 2010, nonostante dei rilevanti problemi di salute, sono stato costretto, sino al 2015, a fare dei turni serali, a settimane alterne. Dal 2015, il mio orario di lavoro è stato dalle 6 alle 12,30, o dalle 10 alle 16,30, a settimane alterne, incluso il sabato. Anche questo orario mi é stato imposto ed era più scomodo di quello degli altri lavoratori. Solo da settembre 2017 mi è stato concesso di fare lo stesso orario di tutti i lavoratori e cioè dalle 7,30 alle 15,16, dal lunedì al venerdì. Ci sono gli estremi per chiedere  un risarcimento per danni da costrizione a fare determinati turni di lavoro? 

L’art. 18 del CCNL Gas/Acqua individua come appartenente al secondo livello di inquadramentoil personale che:

– svolge lavori esecutivi di contenuto tecnico-amministrativocommerciale o attività operative di carattere esecutivo correlate ad una specialità di mestiere o attività ausiliarie complesse o differenziate;

– esegue in autonomia la propria attività, nell’ambito di procedure e prassi definite, anche se inserito in squadra;

– ha responsabilità sul risultato operativo dell’attività svolta;

– scambia informazioni di tipo operativo;

– possiede conoscenze teoriche specifiche o di mestiere e conoscenze pratiche inerenti tecniche e processi operativi, conseguite con addestramento ed esperienza lavorativa e corsi di aggiornamento periodici.

Elementi qualificanti: 

  • Attività compiute qualificate o con specializzazione di mestiere svolte singolarmente o in squadra o attività automatizzate in sistemi informativi. 
  • Autonomia di sequenza e di metodi standard controllabile su programma 
  • responsabilità del proprio lavoro e della dotazione di lavoro assegnata

4. Trattamento dati di semplice elaborazione

5. Esperienza su aspetti specialistici raggiungibile nel medio periodo e scolarità a livello di scuola professionale o conseguibile con addestramento specifico. 

Tra i profili professionali che la citata norma riconduce al livello II si trovano:

“Addetto di segreteria

Lavoratore che esegue attività di segreteria e di supporto per le unità organizzative di appartenenza, utilizzando gli strumenti per l’automazione d’ufficio di uso corrente.

Addetto operazione clientela 

Lavoratore che esegue attività di supporto e di informazione alla clientela ed operazioni di sportello o retro-sportello relative a contratti standard, operando anche attraverso canali telefonici e/o telematici”.

Il successivo l’art. 19, in materia di mutamento di mansioni, stabilisce che: “L’assegnazione in forma esplicita e dietro preciso mandato di mansioni specifiche appartenenti ad un livello d’inquadramento superiore comporta l’attribuzione al lavoratore, per tutta la durata della assegnazione delle mansioni superiori, di un importo pari alla differenza tra la retribuzione ordinariamente percepita e quella relativa al livello di inquadramento superiore cui il lavoratore stesso avrebbe diritto in caso di promozione.

Il mandato deve essere affidato preventivamente con comunicazione scritta nella quale va indicato il livello di inquadramento di appartenenza e quello relativo alle mansioni affidate ed il periodo dell’incarico.

In relazione a quanto previsto dall’art. 13 della Legge n. 300/1970, il riconoscimento dell’inquadramento nel livello superiore avviene dopo un periodo di 90 giorni continuativi di calendario oppure dopo un periodo non continuativo di 180 giorni, da computarsi nell’arco dei 365 giorni dall’inizio della prestazione nel livello superiore.

Nel caso di conferimento temporaneo delle mansioni di Quadro, il riconoscimento dell’inquadramento superiore avviene invece dopo un periodo di 180 giorni continuativi di calendario.

Nei casi di assegnazione di mansioni superiori per sostituzione di personale assente con diritto alla conservazione del posto, il passaggio al livello superiore avviene solo dopo che il lavoratore ha compiuto 365 giorni di calendario di sostituzione.

Decorsi i periodi indicati, il personale interessato viene definitivamente assegnato al livello superiore”.

Le specifiche mansioni di “Centralinista di pronto intervento” svolte dal lettore non sono indicate nelle esemplificazioni contenute nell’art. 18 predetto, nè in corrispondenza del livello II, nè in corrispondenza di

altro livello di inquadramento, pertanto la loro riconducibilità o meno al livello II a questi assegnato dovrà essere valutata sulla base del grado di responsabilità e delle caratteristiche concrete che gli incarichi da lui espletati avevano, tenendo altresì in considerazione gli “elementi qualificanti” enunciati dall’art. 18 CCNL Gas/Acqua medesimo.

Così operando, si può notare che il Centralinista di pronto intervento svolge attività qualificate e specialistiche, con autonomia di sequenza e responsabilità del proprio lavoro, nonchè con esperienza su aspetti specialistici, tutti elementi qualificanti l’inquadramento nel livello II, ai sensi del CCNL Gas/Acqua.

Ciò significa che l’azienda presso cui il lettore lavora ha operato legittimamente nell’assegnazione delle mansioni da questi espletate.

Con riferimento invece ai turni di lavoro imposti al lettore, si osserva quanto segue.

L’orario normale di lavoro viene stabilito dalla legge in 40 ore settimanali (orario che viene ridotto nel caso di rapporto di lavoro parttime) e organizzato in turni su 5 o 6 giorni la settimana, a seconda delle esigenze aziendali e del settore di appartenenza.

Salvo il caso in cui il lavoratore abbia particolari esigenze correlate a specifici problemi di salute medicalmente accertati e certificati (si pensi al dipendente che abbia problemi di vista e non possa svolgere lavoro notturno, oppure al lavoratore che debba seguire delle terapie salvavita in orari specifici) o particolari situazioni famigliari (ad esempio la lavoratrice madre), sarà il datore di lavoro a decidere l’articolazione dei turni di ciascun dipendente in base alle specifiche esigenze aziendali.

Non è pertanto possibile chiedere ed ottenere un risarcimento per danni da “costrizione a fare determinati turni di lavoro”, a meno che il datore non abbia violato specifiche prescrizioni mediche o normative, arrecando effettivamente un danno al dipendente.

Nè esiste un diritto ad una “parità di turnazione” rispetto agli altri colleghi, ben potendo l’imprenditore organizzare la propria impresa come meglio crede, purchè ovviamente nel rispetto della legge e della contrattazione collettiva.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini

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