Colpo di sonno alla guida: sanzioni

Multa per chi sbanda con l’auto o provoca un incidente per causa di sonnolenza: l’abbiocco non è una causa di forza maggiore e una giustificazione. Bisogna fermarsi prima di chiudere gli occhi.

Ci si mette spesso al volante con l’idea di rispondere solo dei danni voluti o prodotti per propria colpa, con questo non pensando che spesso la colpa sta nell’essersi volontariamente messi in determinate situazioni pericolose. Una per tutte: chi ha la precedenza e vede un’auto che non rallenta non può occupare prepotentemente la strada perché diversamente sarebbe responsabile. Bisogna fare di tutto per evitare gli incidenti. Anche riposarsi prima di guidare. Eh già: perché il colpo di sonno non è considerata una giustificazione per chi mette a repentaglio la vita degli altri. Scatta quindi la multa, la sospensione della patente o addirittura il carcere nei confronti di chi ha l’abbiocco con lo sterzo alle mani. A ricordarlo è una sentenza della Cassazione pubblicata questa mattina [1]. La Corte ci ricorda quali sono le sanzioni per il colpo di sonno alla guida.

Quando si decide di fare un viaggio o anche un piccolo spostamento in città bisogna avere il pieno controllo delle proprie capacità fisiche e mentali. Come non bisogna mettersi alla guida dopo aver bevuto o assunto sostanze stupefacenti, non bisogna farlo neanche se si è dormito poco la notte o se si stanno assumendo farmaci che producono sonnolenza. Non importa che l’automobilista non sia un medico o il suo farmacista non lo ha avvisato di leggere attentamente il bugiardino con la raccomandazione: è lui stesso ad essere responsabile se il medicina può portare stanchezza e colpi di sonno.

Il colpo di sonno non è una causa di forza maggiore, ossia una giustificazione per andare esenti da responsabilità. Il conducente deve assicurarsi, quando si mette alla guida di un veicolo, di avere le condizioni psico-fisiche necessarie per mantenere il controllo del medesimo in ogni circostanza, oltre che assicurarsi che il veicolo abbia le condizioni tecniche (revisione, gomme, ecc..).

Solo un malore improvviso – ad esempio un infarto o altra imprevedibile causa di salute – potrebbe giustificarlo. Ma non è questo il caso del 90% dei colpi di sonno che, di solito, sono fisiologici e non patologici, e pertanto possono essere prevedibili se non nel momento in cui si chiudono le palpebre, in quello anteriore in cui si sente la spossatezza e il senso di stanchezza.

Che dire allora del medico che ha fatto il servizio di guardia tutta la notte o il dipendente che ha dovuto fare il turno serale? Neanche per loro ci sono giustificazioni: al massimo prenderanno un mezzo pubblico, un taxi o dovranno chiamare un parente che li venga a prendere e li accompagni a casa.

Quando si hanno “colpi di sonno” occorre fermarsi subito a lato della strada in un’area di sosta e dormire per recuperare la condizione, oppure telefonare a qualcuno che possa guidare il veicolo.

Detto ciò e chiarito che non ci sono giustificazioni per chi ha un colpo di sonno alla guida vediamo quali sono le sanzioni.

Se un vigile ti dovesse fermare perché hai sbandato o non hai tenuto la linea dritta di marcia o perché andavi troppo piano o perché ti ha visto che allentavi la testa sullo sterzo e ti prendevi a schiaffi per svegliarti può subito multarti. Il codice della strada prevede infatti che [2] «il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile». In questo caso rischi una multa da 41 a 168 euro. Resta fermo che se commetti ulteriori violazioni (ad esempio il passaggio con il rosso o l’attraversamento di un incrocio senza precedenza) verrai multato per tali infrazioni.

Ma se provochi un incidente i guai sono maggiori e le sanzioni seguiranno il tipo di danno prodotto. Così, ad esempio, se investi una persona risponderai del reato di lesioni colpose; se, peggio, ci scappa il morto ricorre l’omicidio stradale.

Proprio a riguardo, la Cassazione ha detto che «in tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo, nel caso in cui venga prospetta dalla difesa la tesi del malore improvviso» (quale giustificazione che ha inciso sulla capacità intellettiva e volitiva del soggetto), «il giudice di merito può disattenderla quando manchino elementi concreti capaci di renderla plausibile e siano presenti elementi idonei a far ritenere che la perdita di controllo del veicolo sia stata determinata invece da un altro fattore non imprevedibile, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida».

Il colpo di sonno

Come stabilire che è stato un colpo di sonno? Ci sono vari elementi, di solito definitivi dalla consulenza tecnica: ad esempio la mancanza di tracce di frenata sulla strada, la velocità moderata proprio per dimostrare che il conducente in quel momento non era vigile e presente a se stesso.

note

[1] Cass. sent. n. 27410 del 14.06.2018.

[2] Atrt. 141 co. 2 e 11 codice strada.

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