Donazione per assistenza

Cos’è e come si stipula una donazione? Cos’è la donazione modale? Cosa succede in caso di inadempimento? Come funziona la risoluzione della donazione?

Una donazione è un regalo: su questo non ci piove. Se doni un anello alla tua fidanzata, quel gioiello sarà suo; se i tuoi genitori ti intestano un’abitazione, in quella casa potrai abitarci; e così via con altri mille esempi. Anche un omaggio, però, è soggetto alle regole della legge: ciò significa che una donazione, per essere valida, deve necessariamente rispettare alcune norme. Forse non sai che una donazione deve essere fatta davanti ad un notaio, in presenza di due testimoni, a meno che la cosa donata non sia un bene mobile di modico valore. In quest’ultima ipotesi, basta la consegna effettiva della cosa al donatario, cioè a colui che riceve l’omaggio. Per questo motivo i regali di Natale, di compleanno o quelli fatti nelle ricorrenze non necessitano dell’atto scritto redatto dal pubblico ufficiale. Giunti a questo punto, devo dirti un’altra cosa: una donazione può anche essere revocata. Se ti viene dato qualcosa, c’è la possibilità che poi tu debba restituire quanto ricevuto. In pratica, non vale la regola “cosa regalata, cosa incatenata”. Quindi, se stringi tra le mani un prezioso cimelio donatoti da tua madre oppure vivi nella casa che era di tuo padre, stai ben attento a come la donazione ti è stata fatta. Perché? Cosa può succedere? Se ti stai ponendo queste domande, ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è la donazione per assistenza.

Donazione: cos’è?

Prima di parlare della donazione per assistenza, occorre necessariamente spiegare cosa sia la donazione in generale. Secondo la legge, la donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione [1]. La donazione è un contratto a tutti gli effetti, caratterizzato dall’impoverimento di chi lo compie e dall’arricchimento del beneficiario. L’arricchimento può avvenire in due modi: attraverso il trasferimento di un diritto (ad esempio, della proprietà di un immobile) oppure dell’assunzione di un obbligo (di pagare un debito, di versare una somma di danaro, ecc.).

Donazione: come deve essere fatta?

La donazione è un contratto particolare perché necessita di una specifica forma: secondo la legge, la donazione deve essere fatta per atto pubblico in presenza di due testimoni, sotto pena di nullità. L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante. Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione [2].

In pratica, se vuoi donare un’auto o una casa, dovrai recarti dal notaio, portare con te il beneficiario della donazione e due testimoni: solo così potrai avere una donazione efficace. Perché tutti questi formalismi? Perché, come detto nell’introduzione, la legge guarda con sospetto le operazioni compiute a titolo gratuito, in quanto potrebbero celare manovre speculative o, addirittura, truffaldine. Pertanto, una donazione è valida solamente se fatta davanti al notaio.

Donazione di modico valore: cos’è?

Esistono delle eccezioni a quanto appena detto: la donazione che ha per oggetto beni mobili di scarso valore è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata l’effettiva consegna dei beni stessi [3]. In pratica, poiché sarebbe davvero eccessivo recarsi presso un notaio per donare un piccolo oggetto (un telefonino, un bracciale, un computer, ecc.), la legge esonera da tale formalismo i piccoli regali. Il codice, però, precisa che l’esiguità del valore del bene donato va valutata non solo prendendo in considerazione il valore intrinseco del bene, ma anche le condizioni economiche del donante: di conseguenza, la donazione avente ad oggetto un orologio costoso, se fatta da chi non ha reddito, potrebbe necessitare della forma dell’atto pubblico.

Donazione: cos’è l’obbligo alimentare?

Abbiamo visto finora cos’è la donazione e come si stipula. Bisogna ricordare che la legge prevede una serie di norme volte a completarne la disciplina; in particolare, occorre dire che anche in capo al donatario, cioè a colui che ha beneficiato della donazione, sorgono degli obblighi: uno su tutti, quello di prestare gli alimenti al donante [4]. Cosa significa? Gli alimenti consistono in quella prestazione di natura assistenziale che determinati soggetti (in primis i familiari) devono alla persona che si trovi in difficoltà economiche tali da non poter provvedere al proprio sostentamento. In questa evenienza, la legge dice che l’obbligo alimentare grava innanzitutto in capo al donatario con precedenza rispetto a tutti gli altri soggetti, perfino ai familiari: è chiaro che l’obbligo deriva dal rapporto di gratitudine che dovrebbe intercorrere tra donante e donatario.

Donazione modale: cos’è?

Esistono tanti tipi di donazione: c’è la donazione rimuneratoria, che è sorretta da specifiche ragioni di riconoscenza o da meriti particolari del donatario, oppure ancora dall’intento di premiare un servizio specifico, nonostante il donante non vi sia tenuto né per legge, né per uso o per costume sociale [5]; c’è la donazione obnuziale, fatta in riguardo ad un matrimonio da celebrarsi [6]; c’è la donazione modale [7]. Di cosa si tratta? La donazione modale è una donazione gravata da un onere, cioè da un vincolo che il donante impone al donatario e che, se non rispettato, comporta la risoluzione della donazione.

Donazione per assistenza: come funziona?

La donazione per assistenza è una donazione modale vera e propria. In pratica, avviene questo: una persona fa una donazione (una casa, ad esempio) ad un’altra, obbligandola però a fare qualcosa. L’obbligo può essere di qualsiasi tipo: può andare dalla realizzazione di un’opera (ad esempio, di una cappella per quando il donante non sarà più in vita), al raggiungimento di un risultato (il conseguimento della laurea), passando per il dovere di assistere il donante. La persona avvantaggiata dall’onere potrebbe anche essere un terzo: Tizio dona un’automobile a Caio, purché questi si prenda cura di Sempronio, il fratello ricoverato in ospedale.

Diffusissima è proprio la donazione per assistenza: tua madre, davanti al notaio, fa redigere atto con il quale ti intesta una casa; viene fatto scrivere, però, che la donazione è sottoposta alla condizione che tu l’assista in vecchiaia. L’onere imposto dal donante, sebbene si traduca in una vera e propria obbligazione per il donatario, non ne costituisce un corrispettivo: ciò significa che il contratto resta comunque una donazione, anche se reca al donatario un vantaggio minore rispetto alla donazione pura e semplice. D’altronde, il donatario è tenuto all’adempimento entro i limiti del valore della cosa donata: se il costo dell’onere supera quello dei beni regalati, l’obbligo resta limitato al valore di questi ultimi. Esempio: Tizio dona a Caio un’abitazione del valore di centomila euro, sottoponendo la donazione all’onere, per Caio, di realizzare un monumento commemorativo a Tizio alla sua morte. Se il costo dell’opera dovesse superare il valore della casa, Caio sarebbe vincolato nei limiti dei centomila euro, non potendo la donazione modale tradursi in una perdita economica per il donatario.

Donazione per assistenza: cosa succede se non è rispettata?

Cosa accade se la donazione per assistenza viene violata? In altre parole: se Tizio, a cui la madre ha donato la casa in cambio di assistenza, non rispetta l’accordo, cosa avviene? Semplice: la donazione viene cancellata e la cosa regalata deve essere restituita. La legge dice che sia il donante che i suoi eredi (i figli, ad esempio), possono chiedere la risoluzione della donazione se questa era espressamente prevista nell’atto in caso di inadempimento del donatario. Quindi, se ti viene donato qualcosa fai attenzione a cosa c’è scritto nel contratto: è possibile che tu sia stato obbligato a fare qualcosa e che non lo sappia nemmeno. Se verrai meno al tuo obbligo, non solo il donante ma anche i suoi eredi potranno portarti in tribunale per ottenere la risoluzione della donazione modale.

note

[1] Art. 769 cod. civ.

[2] Art. 782 cod. civ.

[3] Art. 783 cod. civ.

[4] Art. 437 cod. civ.

[5] Art. 770 cod. civ.

[6] Art. 785 cod. civ.

[7] Art. 793 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi