Il reato di frode processuale

Che cos’è la frode in un processo? Quali sono gli elementi caratteristici di questo delitto? Guida completa al reato di frode processuale.

Chi imbroglia, si sa, rischia grosso. Certo, dipende dal tipo di inganno e dalle situazioni: barare al gioco è un conto, truffare un anziano è un altro; ingannare la giustizia stessa, è un’ipotesi ancora diversa. Il nostro ordinamento giuridico non soltanto punisce tutte quelle condotte che sono volte a gabbare un’altra persona, ma anche quelle che intendono prendersi gioco della complessa macchina processuale: in poche parole, chi cerca di imbrogliare i giudici. Per garantire la correttezza della svolgimento del processo (civile, penale o amministrativo che sia), il codice penale punisce chi cerchi di alterare lo stato dei luoghi o delle cose al fine di trarre in inganno il giudice in un atto d’ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nella esecuzione di una perizia. In poche parole, è punito penalmente che si intromette nelle necessarie indagini che la giustizia, per mezzo del giudice o di altre persone qualificate, debba compiere per ricercare la verità. Chi si frappone tra la giustizia e l’accertamento dei fatti commette il reato di frode processuale. Si tratta di un vero e proprio raggiro, perpetrato però non nei confronti della classica vittima di truffa, bensì in circostanze particolari, cioè nelle more di un procedimento o in vista di esso. Tanto premesso, se ritieni che questo argomento ti interessi, ti invito a proseguire nella lettura: scopriremo insieme tutto ciò che c’è da sapere intorno al reato di frode processuale.

Frode: cos’è?

Prima di addentrarci nell’argomento di questo articolo, e cioè prima di analizzare il reato di frode processuale, facciamo un po’ di chiarezza terminologica. Nella lingua italiana, per frode si intende qualsiasi atto o comportamento diretto a ledere con l’inganno un diritto altrui. La frode, quindi, è sempre un comportamento sleale volto a danneggiare un’altra persona e contemporaneamente ad avvantaggiare se stessi o altri. Nel diritto penale, la frode sta ad indicare una serie di condotte illecite caratterizzate, appunto, dal raggiro: si pensi, ad esempio alla frode nel commercio [1], alle numerosi frodi fiscali, alla frode informatica [2]. Su tutte, poi, spicca la frode per eccellenza: la truffa [3], che consiste nel porre in essere artifici e raggiri per impoverire un’altra persona.

Frode processuale: cos’è?

Il reato di frode processuale consiste nel fatto di chi, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, al fine di trarre in inganno il giudice in un atto d’ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nella esecuzione di una perizia, modifica artificiosamente lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone. La pena, sempre se il fatto non sia preveduto come autonomo reato da altra disposizione di legge, è la reclusione da uno a cinque anni. La stessa disposizione si applica se il fatto è commesso nel corso di un procedimento penale, anche davanti alla Corte penale internazionale, o anteriormente ad esso; ma in tal caso la punibilità è esclusa, se si tratta di reato per cui non si può procedere che in seguito a querela, richiesta o istanza, e questa non è stata presentata [4].

Frode processuale: è un reato comune?

Il reato di frode processuale punisce la persona che, pur non essendo direttamente coinvolta nel procedimento (in qualità di attore, ricorrente o imputato, ad esempio), si adopera affinché lo stesso possa essere sviato. Si tratta, innanzitutto, di un reato comune, nel senso che può commetterlo chiunque, a differenza di quei reati che, per essere integrati, presuppongono necessariamente che l’autore rivesta una determinata qualifica (ad esempio, il reato di abuso d’ufficio è un reato proprio perché può essere commesso solamente dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio).

Frode processuale: qual è il bene giuridico tutelato?

Il bene giuridico tutelato è la corretta amministrazione della giustizia: il reato di frode processuale, in altre parole, intende proteggere la giustizia e, nello specifico, l’attività giudiziaria, da interventi esterni che possano depistarla, con conseguente inutile dispendio di tempo e di risorse. Tutelare l’amministrazione della giustizia significa, indirettamente, difendere anche le persone da accuse ingiuste o da esiti processuali iniqui: il più delle volte, infatti, chi si macchia del reato di frode processuale lo fa per ottenere una decisione che, altrimenti, gli sarebbe stata sfavorevole, con evidente danno per la controparte.

Frode processuale: qual è la condotta colpevole?

Il reato di frode processuale presuppone, quale elemento oggettivo, che l’autore del crimine, nel corso di un procedimento civile, penale o amministrativo, abbia modificato artificiosamente lo stato dei luoghi, delle cose o delle persone. La condotta incriminata, quindi, consiste in un mutamento, cioè nell’alterazione della realtà preesistente al fine di trarre in inganno l’autorità giudiziaria o il perito. Ora, la norma non dice in cosa debba consistere questa modificazione e, soprattutto, tace sulle sue modalità: da tanto consegue che potrà commettere il reato di frode processuale chiunque apporti il mutamento predetto, a prescindere dalle concrete operazioni con cui lo farà.

Facciamo un esempio. Tizio e Caio sono in causa per via dei rumori provenienti dal bar gestito dal primo. Il giudice ordina ad un perito di effettuare una consulenza tecnica d’ufficio tesa a registrare e valutare l’entità delle immissioni sonore. Tizio, per evitare che la perizia possa inchiodarlo, modifica il suo locale insonorizzandolo. Quando il perito si presenterà, troverà a sua insaputa una situazione radicalmente mutata rispetto a quella iniziale (cioè, a quella esistente al momento in cui è sorta la controversia), con conseguente esito sfavorevole per Caio. In un’ipotesi come questa, la condotta fraudolenta di Tizio è consistita nel mutare lo stato dei luoghi attraverso l’applicazione di apparecchiature di insonorizzazione. Oppure, si pensi al datore di lavoro che fa artificiosamente sistemare sul cadavere di un operaio la cintura di sicurezza, della quale però la vittima era sprovvisto nel momento dell’incidente mortale.

Per la configurabilità del reato di frode processuale non basta però una semplice modificazione dei luoghi: occorre che la trasfigurazione del vero riguardi elementi oggettivi realmente rilevanti ai fini della decisione, e che sia oggettivamente idonea a trarre in inganno l’organo giudicante. Tornando al primo esempio fatto, cioè quello della causa civile per immissioni rumorose, se il barista modificasse il suo locale cambiando il bancone, le porte o, comunque, elementi irrilevanti per la decisione della causa, non integrerebbe sicuramente il reato di frode processuale.

Reato di frode processuale: elemento soggettivo

Per commettere il reato di frode processuale è necessario che l’autore dell’alterazione dei luoghi, delle cose o delle persone agisca consapevolmente, cioè sapendo di trarre in inganno, con la sua condotta, l’autorità giudiziaria. Requisito psicologico è, pertanto, il dolo specifico, cioè la consapevolezza di commettere un’alterazione al fine di raggirare la giustizia.

Frode processuale: è reato di pericolo?

La frode processuale è altresì un reato di pericolo concreto: ciò significa che tale fattispecie criminosa si integra per il semplice fatto di aver modificato i luoghi, le persone o le cose oggetto di analisi da parte dell’autorità giudiziaria, anche se poi il giudice o il perito non dovesse aver “abboccato” alla mistificazione. In altre parole, per commettere il reato di frode processuale è sufficiente aver commesso un’alterazione idonea a trarre in inganno anche se poi, concretamente, il piano criminoso dovesse fallire.

Da quanto detto si evince il principio secondo cui l’immutazione dei luoghi non integra il reato di frode processuale solo quando sia talmente grossolana e così facilmente percepibile a prima vista da non essere idonea a indurre in errore nessuno [5]

Frode processuale: procedibilità

Poiché il reato di frode processuale è posto a guardia di interessi superindividuali (cioè, pubblici), esso è procedibile d’ufficio: chiunque può denunciare questa condotta criminosa. Un problema di procedibilità si pone solamente nel caso in cui la frode sia stata posta in essere durante (o in vista di) un procedimento penale: in questa ipotesi, se il processo riguarda un reato procedibile a querela, e questa non sia stata sporta, nemmeno l’autore della frode potrà essere perseguito. Facciamo un esempio per chiarire la situazione. Tizio commette una violenza sessuale ai danni di Caia. Sempronio, padre di Tizio, venuto a conoscenza del fattaccio, pur di aiutare il figlio si reca sul luogo del delitto, alterandolo al fine di scagionare Tizio. Ora, poiché la violenza sessuale è reato procedibile a querela, se Caia non sporge querela entro sei mesi, le autorità non potranno imputare Tizio per violenza carnale, né tantomeno il di lui padre per frode processuale: questo accade proprio perché la modificazione dei luoghi ha avuto a che vedere con un reato contro il quale non si può (più) procedere. In pratica, la sussistenza della frode processuale dipende dal reato per cui si procede.

Frode processuale: quando non è reato?

Ci sono delle ipotesi in cui, pur commettendo la condotta tipica del reato di frode processuale, questo delitto non viene ad integrarsi: classico esempio è quello di chi uccide una persona e poi cerca di ripulire il luogo del delitto al fine di non lasciare tracce. In questa ipotesi, la giurisprudenza è unanime nell’escludere che l’assassino risponda sia di omicidio che di frode processuale, in quanto gli atti di immutazione dei luoghi, delle persone o delle cose posti in essere nel medesimo contesto spazio-temporale dall’autore della condotta criminosa non rilevano ai fini di un eventuale concorso di reati, attesa la sostanziale contiguità rispetto alla condotta precedente [6].

Allo stesso modo, come ricordato qualche paragrafo fa, non integra la condotta del reato di frode processuale la ripulitura della scena del delitto posta in essere con la rimozione grossolana e maldestra delle tracce di sangue, facendo difetto in tali atti ogni potenzialità ingannatoria [7].

Sempre secondo la giurisprudenza, non integra il reato di frode processuale la produzione di falsa documentazione a sostegno di un ricorso, giacché tale delitto presuppone per la sua configurazione che il fatto sia compiuto al fine di trarre in inganno il giudice in un atto di ispezione o di esperimento giudiziale, ovvero il perito nell’esecuzione di una perizia [8].

Infine, la frode processuale non si applica qualora la condotta fraudolenta costituisca di per sé un autonomo e diverso reato: ad esempio, ove l’alterazione dei luoghi tenda a far credere che sia stato commesso un reato in realtà inesistente o sostanzialmente diverso da quello verificatosi, si applicherà la diversa fattispecie di simulazione di reato [9] o di calunnia [10], a seconda che l’alterazione sia o no accompagnata dalla volontà di incolpare un innocente.

note

[1] Art. 515 cod. pen.

[2] Art. 640-ter cod. pen.

[3] Art. 640 cod. pen.

[4] Art. 374 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 13645 del 23.12.1998.

[6] Cass., sez. Un., 45583 del 06.12.2007.

[7] Cass., sent. n. 8981 del 05.03.2010.

[8] Cass., sent. n. 37409 del 17.10.2001.

[9] Art. 367 cod. pen.

[10] Art. 368 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com

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