Pubblicato l’indice Istat di agosto 2018

L’indice Istat FOI relativo al mese di agosto 2018, utilizzato per la rivalutazione degli affitti, dell’assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni e del TFR, aumenta dello 0,4% toccando quota 102,9.

Si tratta del quarto aumento consecutivo nel 2018 che porta ad una crescita dell’inflazione, anche se la variazione annuale dell’indice Istat rispetto allo stesso mese dell’anno precedente è la stessa registrata a luglio.

Le percentuali da utilizzare per rivalutare gli affitti sono le seguenti:

+1,5 % al 100%

+1,125 % al 75%.

In base a quanto si legge nel comunicato dell’Istat, l’aumento dell’inflazione dipende dagli aumenti registrati nel settore trasporti, sempre per i cosiddetti fattori “stagionali”.

L’inflazione acquisita per il 2018 cresce ancora portandosi all’1,4%, vale a dire 2 decimi di punto in più rispetto a quella registrata nel mese di luglio.

Per quanto riguarda i titoli di stato, i cui rendimenti sono utilizzati anche per il calcolo del “maggior danno“, assistiamo al raddoppio dei rendimenti medi dei BOT, compresi quelli a 1 anno, che arrivano a toccare lo 0,6%, pur restando sempre poco convenienti in quanto abbondantemente sotto il tasso di inflazione.

Anche il “rendistato“, ossia il rendimento medio lordo dei BTP con vita residua superiore ad un anno dei titoli quotati alla Borsa Italiana, continua a salire toccando quota 2,45, circa mezzo punti in più rispetto alla rilevazione di luglio.

Va detto tuttavia che i continui aumenti dei rendimenti registrati a partire dal mese di Aprile non sono proporzionati all’evolversi degli indicatori macro-economici del nostro Paese, ma vanno ascritti piuttosto alle preoccupazioni manifestate dai cosiddetti “mercati internazionali”, probabilmente in seguito alle dichiarazioni di alcune agenzie di rating in merito al quadro politico del nostro Paese.

In ogni caso, questo andamento comporterà sicuramente un maggior esborso da parte dello Stato per il versamento delle cedole annuali agli acquirenti dei nuovi titoli (i cosiddetti “interessi sui titoli”).

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 102,9
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,4
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente +1,5
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+2,7

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

La prossima pubblicazione dell’indice Istat è prevista per il:

 16 ottobre 2018

 

Applicazioni di Calcolo

Come di consueto abbiamo aggiornato le nostre applicazioni di calcolo che utilizzano l’indice Istat FOI e i rendimenti dei titoli di stato che riportiamo di seguito:

Nota sull’aggiornamento dell’Indice FOI

L’aggiornamento delle applicazioni sul nostro sito viene effettuato sempre dopo la pubblicazione ufficiale da parte dell’Istat del valore dell’indice FOI, cosa che generalmente avviene verso la metà del mese successivo a quello di riferimento.

A fine mese l’Istat pubblica sempre una stima preliminare sull’andamento degli indici ma, trattandosi di una stima provvisoria, per avere il dato ufficiale e valido a tutti gli effetti di legge ai fini del calcolo della rivalutazione monetaria, occorre aspettare qualche settimana in più.

Poiché la data esatta varia da mese a mese, per evitare perdite di tempo, pubblichiamo sempre nei nostri articoli ed anche in alcune applicazioni che trattano la rivalutazione monetaria, la data di aggiornamento del prossimo indice Istat, in modo che possiate sapere in anticipo il giorno esatto della prossima pubblicazione.


Informativa Istat sull’andamento dei prezzi

Nel mese di agosto 2018, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,6% su base annua (era +1,5% a luglio). La stima preliminare era +1,7%.

La lieve accelerazione dell’inflazione (la quarta consecutiva) si deve in prevalenza ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (il cui tendenziale passa da +1,7% di luglio a +2,8%); registrano invece un rallentamento della crescita i prezzi dei Beni energetici (da +7,9% a +7,7%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,1%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispetto a luglio, rispettivamente da +0,7% a +0,8% e da +0,9% a +1,1%.

L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,6%), dovuti in larga parte a fattori stagionali.

L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,4% per l’indice generale e +1,0% per la componente di fondo.

Pur con un lieve allentamento, continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,2% di luglio a +2,1%) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +2,8% a +2,7%) crescono su base annua più dell’indice generale.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% su base mensile, per effetto dei saldi stagionali di Abbigliamento e calzature di cui il NIC non tiene conto, e cresce dell’1,6% su base annua (in decelerazione da +1,9% del mese precedente). La stima preliminare era +1,7%.

Va precisato che quest’anno ad agosto i saldi stagionali di Abbigliamento e calzature incidono in misura più ampia rispetto al mese precedente tenuto conto che a luglio erano iniziati solamente il 7 mentre nel 2017 erano iniziati il primo luglio. Questo rende la diminuzione congiunturale dei prezzi della specifica divisione di spesa molto più ampia (-8,8%) di quella di agosto 2017 (-5,0%), influenzando così l’inversione di tendenza dei prezzi di Abbigliamento e calzature (da +3,5% di luglio a -0,6%) e il rallentamento dell’indice generale IPCA.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dell’1,5% rispetto ad agosto 2017.

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